Quest’anno la Giornata della Memoria delle vittime delle atrocità naziste perpetrate ai danni di innocenti ” colpevoli solo di essere nati” (cit Liliana Segre ) coincide con l’80^anniversario della liberazione del campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz avvenuta , come è noto, il 27 gennaio del 1945 . Venerdì 24 gennaio tutta la scuola secondaria ha voluto raccogliersi per ricordare che le infamie avvenute in quel lager sono veramente successe e che mai devono ripresentarsi sotto nuove forme oggi. Tutti gli alunni hanno partecipato coralmente ad un unico scopo : capire l’importanza della dignità umana che MAI va calpestata in nome di ideologie razziste che possono sempre rinascere . Grazie ai docenti di lettere, arte, tecnologia e di strumento è stato possibile ai ragazzi delle classi seconde e terze presentare un intenso percorso di riflessione dai principi di libertà della nostra bella Costituzione teatralizzati in apertura dalla classe 3C , alle testimonianze di Liliana Segre e di Nedo Fiano che hanno raccontato l’inferno , alle letture di suggestive poesie tratte dal libro Le fiabe di Auschwitz realizzate dagli stessi prigionieri del campo per i propri figli, un angolo di paradiso creato dall’arte nell’inferno del lager. Gli alunni di prima media hanno realizzato disegni a tema , mentre la classe 3D ha eseguito alcuni pezzi musicali ( Wiegala el a colonna sonora del film La vita è bella) con l’accompagnamento del coro della classe 1C per il canto finale Bella Ciao. Due colori hanno vivacizzato la scena : il giallo delle farfalle e il rosa dei pantaloni. La farfalla gialla è il simbolo della libertà di pensiero e del ricordo; i pantaloni rosa per ricordare la tragedia del ragazzo Andrea Spezzacatena , simbolo di un’altra grave forma di discriminazione . Il 27 prossimo presso la scuola primaria Armando Diaz si svolgerà la commemorazione ufficiale alla presenza anche delle Autorità e dei volontari dell’ANPI proprio nella scuola trasformata in casa di tortura dalle SS che adibirono cantine e soffitte a luoghi di detenzione e tortura di una trentina di persone oggionesi poi deportati nei lager tedeschi. Speriamo di non aver ripetuto un vuoto rituale , ma di aver seminato anche quest’anno i semi della tolleranza, della solidarietà , del rispetto nei nostri ragazzi , semi che daranno frutti a tempo debito.


















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