Ultima modifica: 3 Marzo 2021
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Circ. alunni n. 85 – Comunicazione sciopero 8 marzo 2021

Sindacato SI COBAS

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Circolare alunni n. 85                                                                                       Oggiono, 03.03.2021

 

– Al personale scolastico dell’I.C. di Oggiono

– Alle famiglie dell’I.C. di Oggiono

– Sito

 

Oggetto: Comunicazione sciopero generale nazionale, per tutti i settori pubblici, privati e cooperativi, per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a sostegno della lotta delle lavoratrici con contratti a tempo indeterminato, determinato, con contratti precari e atipici. Per i turnisti compreso il primo turno montante per l’intera giornata dell’8 marzo 2021 – SI COBAS

 

Si informano le SS.LL. che il Sindacato SI COBAS ha proclamato, per l’intera giornata dell’8 marzo 2021, lo sciopero generale nazionale, per tutti i settori pubblici, privati e cooperativi, per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a sostegno della lotta delle lavoratrici con contratti a tempo indeterminato, determinato, con contratti precari e atipici. Per i turnisti compreso il primo turno montante.

La motivazione alla base di tale sciopero, indicata dalla sopra citata organizzazione sindacale è la seguente:

Il sindacato sostiene che “A un anno dall’esplosione dell’emergenza sanitaria, le condizioni di vita e salariali delle lavoratrici e dei lavoratori stanno ulteriormente peggiorando, e pagare il prezzo della crisi sono soprattutto le donne. I recenti dati Istat sono impietosi: dei 101.000 posti di lavoro persi in Italia nel dicembre 2020 a dispetto del cosiddetto “blocco dei licenziamenti”, oltre il 98% riguarda le donne; su base annua il 70% dei nuovi disoccupati sono donne. Se si considera poi che prima della pandemia solo il 49,5% delle donne era occupata si comprende bene quale sia l’entità della macelleria sociale che, soprattutto in questa componente della classe lavoratrice, sta intervenendo per effetto della crisi e dell’uso della pandemia che il padronato nel suo insieme sta esercitando. Se il passato e il presente non fossero bastati, il futuro che si disegna per le donne è il ritorno alle madri-fattrici, ricacciate in seno alla famiglia, sfruttate all’occorrenza per le esigenze capitalistiche in gran massa nei lavori più precarizzati quando non a nero, a maggior ragione se immigrata, in una catena di sfruttamento che sempre più spesso nega la sua stessa esistenza in vita se si ribella alla “vocazione sociale” che le è imposta, all’uso e abuso della sua capacità di autodeterminazione in una sorta di “appropriazione “sociale” del suo corpo in quanto riproduttore di braccia utili alla stessa capacità di produzione del profitto. Il tutto promosso dalla cosiddetta “ala femminista” della sinistra istituzionale e non che, a soluzione della questione, promuove non a caso lo smart working in fase pandemica per conciliare vita lavorativa e funzione riproduttiva e di cura, nulla mettendo in discussione dello sfruttamento femminile. La funzione riproduttiva e di cura detta il calendario degli interventi padronali sul corpo stesso delle donne, limitandone e controllandone autodeterminazione e scelte conseguenti: oltre alla mercificazione tutta a senso unico e alle restrizioni poste dai mancati investimenti sul welfare in scuole, asili e ospedali, i diritti di divorzio e aborto conquistati dalla lotta delle donne come parte integrante delle lotte operaie dell’epoca, sono da tempo e oggi più che mai messi in discussione: la mancanza di autonomia economica e i sempre maggiori ostacoli posti all’aborto dalla percentuale impressionate degli obiettori di coscienza (che in alcune regioni sfiora l’80%), in un contesto in cui solo nel 60% degli ospedali del territorio nazionale l’aborto viene praticato, riduce di fatto ai minimi termini l’agibilità stessa dell’esercizio di un diritto. E neanche serve la scienza a illuminarci sulla pillola abortiva, la RU486 che viene ospedalizzata e limitata con motivazioni al limite del fantasioso, tutto ad uso esclusivamente politico, quello del controllo sociale del corpo delle donne ad uso capitalistico. I cimiteri dei feti promossi da diverse giunte comunali o regionali sono l’icona macabra della “colpevolizzazione sociale” delle donne che esercitano il proprio diritto di autodeterminazione. I grandi movimenti delle donne in Polonia e in Argentina sul diritto di aborto parlano all’intera classe lavoratrice internazionale su quanto sia esiziale la difesa e l’affermazione di questo elementare diritto di autodeterminazione per le donne lavoratrici e della loro possibilità di emancipazione come agente moltiplicatore dei conflitti sociali in atto. L’8 marzo va ben oltre la specificità di “genere”: gli attacchi alle donne sono parte integrante e inscindibile dalla più generale offensiva capitalistica contro i lavoratori e l’intera classe sfruttata, contro il diritto di sciopero e le agibilità sindacali sui luoghi di lavoro. Le lotte di questi giorni alla TNT-Fedex e alla SDA, entrambe concluse con una soluzione positiva per i lavoratori, rappresentano uno dei pochi argini, se non l’unico, a questa offensiva. Per questi motivi, SI Cobas indice 24 ore di sciopero su tutte le categorie nella giornata di lunedì 8 marzo”.

La suddetta organizzazione sindacale ha avuto una rappresentatività a livello nazionale e una percentuale di adesione nazionale agli scioperi indetti per l’a.s. 2019/2020 dettagliata come segue:

 

Azione proclamato da %

Rappresentatività a livello nazionale

% voti nella scuola per le elezioni RSU Tipo di sciopero Durata dello sciopero
SI COBAS GENERALE INTERA GIORNATA

 

Le percentuali di adesione del personale alle astensioni indette nel corso dell’a.s. 2019/20 e dell’a.s. 2020/21 sono state le seguenti:

Scioperi

precedenti

 
a.s. Data Tipo di sciopero Solo Con altre sindacali %

adesione

nazionale

 

%

adesione nella scuola

2020-2021 29/01/2021 Nazionale Scuola X 0,95%- 0,7%
2019-2020 25/10/19 Nazionale Scuola X 1,28% 4,1%

 

Sulla base del Protocollo d’Intesa, firmato con le OO.SS. in data 8 febbraio 2021, saranno garantiti i seguenti servizi considerati prestazioni essenziali:

  • attività riguardanti lo svolgimento degli scrutini finali, degli esami finali nonché degli esami di idoneità;
  • attività riguardanti il pagamento degli stipendi del personale scolastico.

Per quanto riguarda gli altri servizi non è possibile garantirne l’erogazione.

Sulla base dei dati sopra riportati e delle comunicazioni rese dal personale, informo che non è possibile al momento fare previsioni attendibili sull’adesione allo sciopero.

 

 

Il Dirigente Scolastico

Dott.ssa Gloria D’Arpino

Firma autografa sostituita a mezzo stampa

ai sensi dell’art. 3 comma 2 del D.Lgs. 39/93

 

 




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