Ultima modifica: 31 Marzo 2017

Patto d’integrità

1. Premessa  Come e’ noto, nell’ambito della normativa vigente in materia di anticorruzione e trasparenza cosi’ come interpretata dalle ultime determine dell’ANAC, i processi di acquisto gestiti dalle stazioni appaltanti pubbliche sono considerate “per definizione” della aree a rischio atteso l’infittirsi di una rete di rapporti con una moltitudine di operatori economici attratti dalla possibilità    »

1. Premessa

 Come e’ noto, nell’ambito della normativa vigente in materia di anticorruzione e trasparenza cosi’ come interpretata dalle ultime determine dell’ANAC, i processi di acquisto gestiti dalle stazioni appaltanti pubbliche sono considerate “per definizione” della aree a rischio atteso l’infittirsi di una rete di rapporti con una moltitudine di operatori economici attratti dalla possibilità di acquisire pubbliche commesse – dalle più modeste in termini di valore economico sino ai grandi interventi infrastrutturali di carattere strategico – in grado potenzialmente di aumentare l’esposizione al rischio di tentativi di illecite interferenze nel corretto e trasparente andamento delle procedure di affidamento di beni, servizi e lavori.

In particolare, come dimostrano le tante inchieste giudiziarie, anche recenti, il settore dei contratti pubblici continua ad essere uno dei più esposti non solo a tentativi di infiltrazione delle mafie, ma anche alle interferenze e pressioni dei comitati d’affari e della criminalità comune, che finiscono per saldarsi con fenomeni corruttivi e di cattiva gestione della cosa pubblica.

2. I Patti di integrita’ nell’attuale quadro normativo

Come noto, la necessità di ampliare e rafforzare l’ambito di operatività delle misure di prevenzione e di contrasto alle diffuse forme di illegalità nel settore dei pubblici appalti – anche oltre il tradizionale campo delle infiltrazioni mafiose – ha portato allo sviluppo e alla diffusione di strumenti di carattere pattizio quali i protocolli di legalità/Patti d’Integrità che nel corso degli ultimi anni hanno consentito di elevare la cornice di sicurezza nel comparto.

La possibilità di utilizzare tali strumenti è insita nel dettato dell’art. 1, comma 17, della legge 190/2012 che recita «Le stazioni appaltanti possono prevedere ne­gli avvisi, bandi di gara o lettere di invito che il mancato rispetto delle clausole contenute nei protocolli di legalità o nei patti di integrità costituisce causa di esclusione dalla gara». Come precisato nel Piano Nazionale Anticorruzione (P.N.A.) approvato dall’ANAC (ex CIVIT) con Delibera 72/2013, i patti di integrità e i protocolli di legalità rappresentano un sistema di condizioni la cui accettazione viene configurata dalla stazione appaltante come presupposto necessario e condizionante la partecipazione dei concorrenti ad una gara d’appalto. Essi mirano a stabilire un complesso di regole di comportamento finalizzati a prevenire fenomeni di corruzione e a valorizzare comportamenti eticamente adeguati per tutti i concorrenti e per il personale aziendale impiegato ad ogni livello nell’espletamento delle procedure di affidamento di beni, servizi e lavori e nel controllo dell’esecuzione del relativo contratto assegnato.

A tal fine il Consiglio di Istituto ha approvato, con delibera n. 45 del 28 marzo 2017, la struttura del Patto di integrità per l’Istituto comprensivo di Oggiono.

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